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santorredisantarosa
scrivo saltuariamente, ma ogni volta è un Evento

28 agosto 2008
POLITICA
Do not...!
La scorsa volta avevo parlato di uno dei tormentoni estivi (quello denominato "Salva l'Italia"). Ma un altro ben più inquietante, a mio avviso, lo ha scalzato: quello dei divieti.
Insomma è andata che siamo diventati famosi nel mondo perché i nostri sindaci, oltre a cambiare impunemente e inaspettatamente la toponomastica, si divertono ad emettere ordinanze che vietano alla cittadinanza di compiere atti che giudicheremmo assolutamente normali e innocenti.
Questi provvedimenti, poi, oltre a penalizzare i residenti dei centri urbani interessati dal fenomeno suddetto, mettono in soggezione soprattutto i turisti che oltre alle solite guide Lonely Planet o Touring dovranno andare a spulciare anche le delibere dei consigli comunali.
Il provvedimento più assurdo è stato, probabilmente, quello preso dal sindaco dell'Argentario, che ha vietato di masticare chewing gums al'interno del suo territorio. E quindi è facile immaginare che negli angoli più bui di Porto Ercole si potranno incontrare gruppetti di giovani che si passano Bubble Gum avvolte nella stagnola. I NAS stanno già verificando il rischio che pacchetti apparentemente innocui di Golia Bianca possano nascondere intere partite di Vigorsol. Mentre è alta l'allerta per un carico di Happydent che potrebbe arrivare nottetempo da Orbetello.

Restando in Maremma, ma scendendo poco più a sud, si incontra un altro divieto incredibile: quello preso dalla giunta di Tarquinia. Io che sono un habitué a Tarquinia da venticinque estati a questa parte (e tenete conto che ho venticinque anni) mi sono sentito un po' incredulo quando mi hanno detto che per comperare una bomboletta spray per riverniciare la panchina del mio giardino avrei dovuto presentare un documento di riconoscimento. Invece è così: il comune di Tarquinia ha deciso che è illegale vendere le bombolette ai minorenni e quindi i negozianti sono tenuti a segnalare le generalità di chiunque decida di acquistare quei pericolosi strumenti.
Il motivo è ovvio: tutti i minorenni (e sia chiaro: solo loro) usano lo spray esclusivamente per imbrattare i muri, quindi la giunta ha ritenuto in questa maniera di dare una stretta a questa vergognosa (senza ironia) attività che deturpa le strade, priva di decoro i quartieri e offende la vista dei tarquiniesi. Peccato che la stessa giunta non abbia mostrato altrettanta sensibilità per quanto riguarda la salute dei suoi cittadini e, per un piatto di lenticchie, abbia dato il proprio placet all'allargamento e alla riconversione a carbone della vicina centrale di Torrevaldaliga Nord. Tarquinia si troverà, così, sempre più stretta tra i fumi della centrale di Montalto e quelli che provengono da Civitavecchia, ma i tarquiniesi che si ammaleranno di tumore potranno stare tranquilli: le mura dell'ospedale saranno pulitissime.
10 agosto 2008
POLITICA
Mi hanno convinto!
Devo dire che già stavo in pena: chi voterò alle Europee? 
In questa estate senza tormentoni musicali - era ora, ma nello stabilimento balneare vicino casa ancora ci danno dentro con "Mueve la colita"...che gira sin dall'estate del mio diploma (A.D. 2002)...finitela!!! - insomma, questa estate, dicevo, al posto dell'ultimo capolavoro di Dj Francesco mi sono imbattuto nel vero e proprio trend del momento: chi firma la petizione contro Berlusconi promossa dal PD?
Io personalmente ho deciso di non firmare, senza pensarci nemmeno troppo su.
Mi sembra abbastanza assurdo che il PD proponga una raccolta firme del genere per "salvare l'Italia", quando ci è stato ripetuto mille e più volte che contrapposizioni come quelle avvenute durante il precedente governo Berlusconi erano da superare, che bisognava mettersi in testa che in un paese normale non si demonizza l'avversario, che se vince l'avversario non bisogna temere l'avvio di un regime e, anzi, bisogna dialogare sulle riforme istituzionali, ma non solo su quelle. Insomma, mentre Berlusconi diceva che sarebbe andato avanti con o senza l'accordo della minoranza, e mentre Veltroni gli rispondeva che "così il premier rende il dialogo più difficile" (nu' lo vòle il dialogo!!! hai capito o no? nu' je ne pò fregà de meno!), ai dirigenti piddini veniva in mente l'idea di prenotare comodamente una manifestazione a fine ottobre e contemporaneamente inaugurare la famosa petizione.
Molti amministratori democratici si sono accorti dell'incoerenza di un simile atteggiamento e si sono astenuti dalla firma, alcuni hanno lodato i provvedimenti sulla sicurezza del governo (soprattutto i sindaci, che non speravano di poter diventare addirittura dei semi-prefetti), altri ancora, comeTreu, hanno esaltato il lavoro di Brunetta e hanno redarguito i sindacati che lo contestano.
Nicola Rossi, poi, si è spinto fino ad invitare Tremonti a resistere agli attacchi di chi in autunno contesterà la politica economica di contenimento della spesa. Amato entra nella commissione di Alemanno (e se la giunta Alemanno farà bene secondo voi i cittadini premieranno l'incontestato e incontestabile genio di Amato oppure il pragmatismo di Alemanno???).
Dulcis in fundo, arriva Enrico Letta, che dice che l'antiberlusconismo è finito (eliminando così il motivo per cui il PD aveva raggiunto la percentuale delle scorse politiche: tentare di impedire il ritorno di Silvio)...
Insomma, se Nicola Rossi, Enrico Letta, Treu e vari amministratori e sindaci piddini, tra cui il veneziano Cacciari e il barese Emiliano, sono concordi nel giudicare che il governo Berlusconi sta facendo del bene all'Italia, allora io, lo dico sinceramente, mi fido. E ho già deciso chi voterò alle prossime Europee.
19 luglio 2008
"Qui non c'è il mare"
 Ecco che torno a parlare un po' di me. Dopo un po' di tempo passato tra Viterbo e Tarquinia (dove in pochi giorni di sole sono riuscito a scottarmi alla grande), sono tornato a Roma con mio fratello per preparare lo zaino,comperare i biglietti per Torino e aspettare che arrivi lunedì, giorno in cui partiremo. Mi preoccupano un po' le 7 ore di treno (che col ritorno saranno 14) perché - voi non lo sapevate (ma adesso lo saprete, che emozione!!!) - ho un'ernia del disco (L5-S1) che mi tormenta da qualche anno.
Vi chiederete (?): perché Torino? Perché sin da quando sono nato ho sempre passato i due mesi delle vacanze estive al mare, perciò quando posso scelgo città ben lontane dalla riva. Quindi Torino è perfetta. Poi Torino offre alcuni siti che mi interessano particolarmente: la GAM, il Museo del Cinema, il Museo Egizio (un classico), nonché una discreta vita notturna.
E Torino mi ha sempre affascinato, e per me è la capitale culturale, almeno per quanto riguarda la cultura del Novecento. La città degli Einaudi, di Gobetti, del giovane Gramsci, di Bobbio.
E poi è interessante dal punto di vista architettonico.
Non so quando avrò di nuovo la disponibilità di una connessione, quindi per il momento faccio gli auguri di buone vacanze a chi farà vacanza, e un saluto a tutti gli altri.
19 luglio 2008
Paolo Borsellino
La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

16 luglio 2008
POLITICA
Liberals alla riscossa!!!
 Quando in Italia sentite parlare di un liberal probabilmente si tratta di un politico o un economista orientati favorevolmente verso il libero mercato, uno Stato non interventista, privatizzazioni massicce, tassazione blanda e, invece, indifferente o diffidente verso le aperture in tema di diritti civili; quindi un soggetto collocabile, ad occhio e croce, nella destra dello spettro politico.
In America è l'esatto opposto.
Paul Krugman, economista orgogliosamente liberal del "New York Times", nel suo "La coscienza di un liberal" (Laterza, 2008) detta l'agenda che dovrebbe assumere la sinistra americana per ribaltare la situazione durante una delle congiunture più sfavorevoli per l'economia e in un periodo in cui le classi sociali sembrano polarizzarsi al massimo, con la scomparsa della middle-class.
Con dati ed analisi precise e un linguaggio divulgativo, Krugman ripercorre la storia degli Stati Uniti sin dalla Guerra di Secessione, mostrando come la politica abbia influito sulle strutture economiche e sociali aumentando il tasso di eguaglianza in periodi come quello della Grande Compressione derivata dal New Deal, e ribaltando il concetto della 'mano invisibile' caro al mainstream economico liberista.
L'autore svela anche come le elites economiche abbiano finanziato l'ascesa politica del movimento neo-con, causando una politica classista e nuovi squilibri sociali.
Le risposte dei liberals perciò non potranno che essere indirizzate verso la garanzia dei diritti agli immigrati, una tassazione più decisa e progressiva, un taglio alla spesa per la difesa e un sistema che garantisca l'assicurazione sanitaria pubblica generale. Questa volta i Democratici hanno davvero la possibilità di tornare alla Casa Bianca e mettere in atto queste politiche, ma come fu per F.D. Roosevelt hanno necessità di raccogliere attorno al loro programma l'inteligencija progressista, di creare una base di consenso che possa contrastare la macchina da guerra ideologica, economica e culturale che i Repubblicani schierano con un quasi ininterrotto successo sin dall'era reaganiana.
E soprattutto la sinistra d'oltreoceano (e non solo) dovrà imparare a non vergognarsi di essere liberal.
Speriamo che Obama abbia letto questo libro e intenda seguirne i consigli...
26 giugno 2008
POLITICA
I soliti comunisti infiltrati nella magistratura...

da www.repubblica.it 26/6/2008
Paura al tribunale di Milano
crolla controsoffitto, uffici chiusi
Il cedimento forse provocato da un'infiltrazione che lo ha fatto marcire
4 giugno 2008
POLITICA
Barack for President

Barack Obama è finalmentre risultato il candidato democrat alla Casa Bianca.
Speriamo che la sua voglia di cambiamento sia condivisa dalla maggioranza degli americani. Anche e soprattutto da parte di quelli che hanno votato Clinton alle primarie...




"Sì, noi possiamo avere giustizia e uguaglianza.
Sì, noi possiamo avere possibilità e prosperità.
Sì, noi possiamo guarire questa nazione.
Sì, noi possiamo riparare questo mondo."


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permalink | inviato da santorre di santarosa il 4/6/2008 alle 20:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
26 maggio 2008
POLITICA
La bandierina della destra
 L'ultima frontiera dell'orgoglio aennino dei sindaci (nello stesso momento in cui AN va a scomparire) è l'intitolazione di almeno una via cittadina ad Almirante. Questo è successo un paio di anni fa a Viterbo, dove, nonostante una raccolta firme contraria e diverse lettere di protesta, si è intitolata allo storico direttore de "La Difesa della Razza" (si veda il bel libro di Valentina Pisanty in proposito) una orrenda quanto inutile circonvallazione (sospetto sia stata costruita solo per apporci la targa almirantiana).
Ora è il turno di Roma. Gianni Alemanno non riesce a trattenersi: dedicare una strada ad Almirante è sdoganare definitivamente la storia del MSI, è mettere una bandierina culturale e ideologica in quante più città possibili.
La questione potrà sembrare di scarso peso; invece io credo che opporsi a questo progetto sia assolutamente doveroso. In questa fase della nostra storia in cui c'è un pauroso arretramento sul terreno della tolleranza, dell'integrazione, dei diritti e delle libertà, non innescare una battaglia culturale contro l'intitolazione di una strada romana al "fucilatore" di Salò rappresenterebbe un ulteriore passo indietro.
Ma quelli del Partito Popolare Europeo cosa ne pensano?

Posto sotto un articolo di Riccardo Chiaberge, pubblicato sull'inserto culturale del Sole 24 Ore, e ripreso dal blog del suo autore (http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com):

Da via Bottai a via Almirante

Dai libri di storia, il revisionismo scende in strada. È il momento della Street-Politics, un assalto alla toponomastica in nome del politicamente corretto (o scorretto, a seconda dei punti di vista). Quando tredici anni fa, nel settembre del 1995, l’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli propose di intitolare un largo al gerarca fascista Giuseppe Bottai, fu subissatoda uno tsunami di indignazione. La comunità ebraica e la sinistra organizzarono sit-in di protesta davanti alla Galleria d’Arte Moderna, nell’esedra che avrebbe dovuto prendere il nome del Ministro dell’Educazione Nazionale, e alcuni consiglieri del Pds affissero una targa con su scritto «Largo delle vittime del razzismo in Italia 1938-1995».  L’architetto Bruno Zevi tuonò che, con quel gesto, Rutelli avrebbe «sputtanato» l’Urbe in tutto il mondo. Alla fine la proposta venne ritirata. Eppure Bottai era un uomo di cultura, e per quanto corresponsabile delle leggi anti-ebraiche, aveva anche firmato una legge sul patrimonio artistico che resta ancora oggi un caposaldo della lotta agli scempi. Adesso Gianni Alemanno, dopo aver umiliato Rutelli nella corsa al Campidoglio, vuole surclassarlo pure nel revisionismo stradale. Pensa di dedicare una via a Giorgio Almirante, il leader storico del Msi, di cui ricorre proprio in questi giorni il ventennale della morte, e per il quale, a differenza che per Bottai, il popolo italiano non ha nessuno speciale debito di riconoscenza. Tanto meno gli ebrei del ghetto, molti dei quali hanno sostenuto il neo-sindaco con il loro voto. Di Almirante non si ricordano particolari gesti di amicizia verso il popolo d’Israele, né come segretario di redazione della rivista «La difesa della razza», né come capo di gabinetto del ministro Mezzasoma a Salò, con delega per le questioni razziali. E non risulta che il suo nome figuri nel giardino dei Giusti, accanto ai Perlasca e agli Schindler.
Perché allora dedicargli una via? Si dirà: in fatto di toponomastica, chi è senza peccato scagli la prima targa. Il buon Sergio Chiamparino, prima o poi, dovrebbe cancellare la defunta Unione Sovietica dalle cantonate di un importante corso torinese. E come si sente, Cofferati, quando passa da viale Lenin o da via Stalingrado a Bologna? O i reggiani che abitano in via Rivoluzione d’Ottobre, i modenesi parcheggiati in via Ho Chi Minh, i parmensi che svoltano in largo Josip Broz Tito? Ma si sa, cambiare nome a una strada è affare complicato. Intitolarne una nuova a qualcuno o qualcosa, è molto più semplice, ma poi ci si può anche pentire. Sindaco Alemanno, accetta un consiglio? Se vuole ricordare Almirante, mandi un bel mazzo di rose a Donna Assunta, che è tanto simpatica. 
nella foto: Amirante con alcuni simpatici picchiatori...




permalink | inviato da santorre di santarosa il 26/5/2008 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
24 maggio 2008
POLITICA
Sicurezza...
da repubblica.it:

Roma, raid neonazista contro immigrati
Aggredito conduttore del portale Deegay.it
Al Pigneto l'aggressione a un barista del Bangladesh, assaltati negozi di extracomunitari, vetrine infrante.
Stanotte due persone hanno malmenato Christian Floris, 24 anni, dicendogli di smetterla con le tematiche omosessuali.

23 maggio 2008
Coincidenze
Berlusconi ieri ha detto: "Non ho nessuna ambizione politica"...

Anche Francisco Franco la pensava così.
 



permalink | inviato da santorre di santarosa il 23/5/2008 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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